Il 1 marzo scorso è finalmente entrata in vigore la Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD).
Il Decreto Legge che l’ha recepita ha comunque concesso alle banche un ulteriore margine di tempo per adempiere agli obblighi di informazione nei confronti della clientela (30 aprile) e per adeguare le procedure di pagamento relative agli incassi ed addebiti diretti (5 luglio).
Dovremo quindi attendere ancora un po’ di tempo per vedere applicati a tutti gli strumenti di pagamento i benefici effetti della Direttiva (tra i quali, ricordiamo, ci sono tempi di esecuzione più ristretti e l’abolizione dello stacco valuta) .
Spostandoci sul tema SEPA, una scadenza di particolare rilievo è il prossimo 1 novembre 2010, data in cui diverranno efficaci alcune modifiche agli schemi SEPA approvate dall’European Payments Council.
L’aggiornamento più significativo riguarda il SEPA Credit Transfer con l’introduzione di una nuova procedura definita “recall”.
Il recall è una richiesta di storno di un bonifico SEPA che può essere inoltrata esclusivamente dalla banca ordinante il bonifico ed è riservata ai soli casi di invio di messaggi duplicati, oppure di problemi tecnici che hanno generato errate disposizioni ed infine nel caso di transazioni fraudolente.
La banca destinataria dovrà, entro 10 giorni dalla ricezione della richiesta, restituire i fondi (eventualmente dietro autorizzazione da parte del cliente beneficiario), oppure fornire una risposta negativa fornendo le necessarie motivazioni.
In sostanza la procedura di recall risponde ad una esigenza di maggiore standardizzazione nella gestione delle anomalie, limitando il ricorso ad onerosi interventi manuali ed assicurando livelli più elevati di STP.
Per quanto riguarda il Direct Debit, le modifiche introdotte dai nuovi Rulebooks sono di carattere minore e riguardano la possibilità di gestire le interchange fees anche sugli R-messages e la funzionalità multi-signature per l’E-Mandate (servizio opzionale).